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Roma

Ogni volta che passeggio per Roma vengo travolto da una molteplicità di sentimenti, sensazioni… non sono abituato a vedere così tanta diversità. Osservo la gente per strada. Ad ogni angolo mi chiedo quale potrebbe essere la vita di questa e quella persona. Inutile dire che mi soffermo maggiormente su figure emarginate, difficili da “digerire”, quelle figure che non fanno parte della comunità abbiente, figure poco gradite. Stilare una graduatoria del valore della vita risulta agevole. Tu, sotto quel cartone, non sei un belvedere, sei sporco, malato, visibile e fastidioso.

Il senso di impotenza  mi tormenta.

Ho preso la macchina fotografica in mano con la convinzione di scattare qualche foto ma non ci sono riuscito. Mi è sembrato di essere invadente, inopportuno.  Non volevo far pesare ulteriormente al soggetto il suo stato. Non so come si faccia a vivere ogni giorno con distacco da questa realtà che ti si presenta in ogni momento. Non so come si faccia ad essere indifferenti. Non può bastare l’abitudine ad appiattire  la coscienza.




Pubblicato il 31/1/2007 alle 15.52 nella rubrica Diario.

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